Comune di Demo2

Descrizione del sito

Operazione Trasparenza

Operazione Trasparenza

Modelli Unificati Edilizia

Modelli Unificati per l'Edilizia

Clicca qui per accedere alla pagina

Accessibilità



questo sito e' conforme alla legge 4/2004

Accessibilità

acc

Galleria di immagini

xxx

Fotogallery

    Via Nazionale

RSS di Ultima Ora - ANSA.it

Le aree del comune

xxx

 

 

cc

 

 

xxx

 

Eventi culturali

Testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo

Targa di riconoscimento alla memoria alla sua prima Sindaca "Elisa Dattilo Cervadoro"

Non c’erano le quote rosa nel 1952 quando Elisa Dattilo, moglie del medico condotto del paese Vincenzo Cervadoro, viene eletta sindaca con il partito della croce battendo quello “du gallu”. Siamo a Jacurso, piccolo comune dell’entroterra calabrese e le donne hanno conquistato il diritto di voto solo da una manciata di anni. Fu il segretario della Dc di allora a proporla come candidata, riconoscendole un carattere forte e deciso. Poi forse proprio per lo stesso motivo la osteggiò nel corso del suo mandato. Perché Elisa ragionava sempre con la sua testa, senza piegarsi a compromessi. Determinatissima a portare a termine i propri obiettivi.

 

Oltre sessant’anni dopo la sua elezione, l’amministrazione comunale e il sindaco di Jacurso hanno voluto dare una targa di riconoscimento alla memoria alla sua prima sindaca (fu una delle prime anche in Calabria e in Italia). Alla breve cerimonia al termine del consiglio comunale erano presenti le figlie Maria e Filomena Cervadoro, la nipote Rosaria Talarico, mentre il figlio Gregorio Cervadoro ha inviato un ringraziamento. 

Il sindaco Serratore ha ribadito come la “targa attesti la vicinanza della cittadinanza e dell’amministrazione, un’idea che i consiglieri hanno immediatamente condiviso. Abbiamo scelto per la consegna e la premiazione di due dipendenti comunali andati in pensione il momento più simbolico, il consiglio comunale”.

 

“Antesignana di una nuova generazione" è definita Elisa nella targa. Di certo lo furono diverse sue scelte nella gestione del Comune. Partendo innanzitutto dalle sue collaboratrici: come vice sindaco chiamò un’altra donna, Rosa Dattilo e un’assessora, Vittoria Facciolo. Una leadership tutta femminile, ma per niente debole.

 

Cosa faceva un sindaco negli anni Cinquanta? Più o meno le stesse cose che si fanno adesso. Si occupava dell’ordinaria amministrazione: dalle assunzioni del personale per il comune alla costruzione di strade, dalle cause legali contro alcune società alla votazione dei bilanci di previsione.

 

Come sindaco Elisa garantì gratuitamente le visite e le cure sanitarie a chi non poteva permettersele. Molte sono le lettere scritte per consentire a una ragazza madre di partorire in una struttura dove ci si potesse prendere cura di lei senza dare scandalo in paese. Promuoveva inoltre campagne di vaccinazioni per stroncare malattie infettive come la tubercolosi e organizzava colonie estive per i bambini.

 

Altro grave problema sanitario era quello delle fogne. L’inesistenza di qualsiasi impianto di fognature costituiva un continuo pericolo per l’igiene pubblica. Così nel 1953 il consiglio approvò un progetto di 12 milioni di lire reso possibile dai contributi che Elisa aveva chiesto e ottenuto dal ministero dei Lavori pubblici.

 

La costruzione delle case popolari è un altro capitolo interessante… A quanto pare, per riuscire ad avere finanziamenti immediati per la costruzione di case popolari necessarie per alloggiare diverse famiglie povere, la sindaca “inventò”, un’alluvione. Accadde invece che l’acquaru (uno scarico di raccolta delle acque delle campagne) venne liberato accentuando gli effetti di una forte pioggia che danneggiò così alcune baracche e fece scattare “l’emergenza”. Un modo forse spregiudicato per risolvere un problema reale. La gestione della finta alluvione (pare che la gente si chiedesse come mai l’alluvione avesse graziato Maida, Cortale e altri paesi limitrofi abbattendosi solo su Jacurso) rientra nel carattere di Elisa, che puntava a risolvere i problemi con senso pratico.

 

In conclusione del suo mandato in paese si diffuse la voce che “catte u sindacu”, è caduto il sindaco. Una signora arrivò trafelata a casa Cervadoro per chiedere al dottore “Cumu sta a signora? Si fhice male?”.

 

Scrive Gabriel Garcia Marquez che “la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l´oblio”. Elisa Dattilo non ha fatto in tempo a invecchiare visto che morì a soli 48 anni, ma di certo è ancora viva grazie alla memoria dei suoi concittadini.

 

 

Biografia

 

Elisa Dattilo Cervadoro nasce a Jacurso il 10 maggio 1919 da donna Filomena Bilotta e il Cav. Giovan Battista Dattilo. Elisa perde la mamma all’età di 4 anni. Il padre, uomo d’affari e titolare dell’ufficio postale del paese e di una linea di autobus, dopo la morte della moglie decide di affiancare un’istitutrice ai suoi figli, Elisa e Gianni, per alleviare la perdita e aiutarli nell’acquisizione di una corretta educazione.

 

Dopo le scuole elementari preseguì i suoi studi a Roma, nel prestigioso collegio del Sacro Cuore a Trinità dei Monti e successivamente all’Istituto Nazareth dove impara a parlare fluentemente il francese e a suonare con brio il pianoforte. 

Elisa è eletta sindaco l’11 giugno 1952. La sera in cui l’annu izata a sindacu come dicevano i compaesani, ci fu una grande festa a casa sua e in tutto il paese. 

 

La sua attività a capo del Comune si contraddistinse per l’impegno sociale a favore dei più deboli.

 

La “sindachessa", come la chiamavano i compaesani, finì così la sua bellissima esperienza a causa delle dimissioni di alcuni consiglieri che la fecero andare in minoranza.

La sua attività a favore della società continuò con l’impegno nel volontariato. A Nicastro dove si era trasferita nel frattempo perché il marito aveva vinto il concorso come medico-funzionario della Cassa mutua, fece parte dell’associazione Maria Cristina di Savoia e del comitato comunale del Cif, Centro italiano femminile.

 

A parte l’elezione a sindaco, Elisa ebbe un altro primato: fu tra le prime donne anche a prendere la patente, guidando una Belvedere per portare i figli al mare o in città. 

 

 

 

 

indietro

Comune di JACURSO

P.IVA 00297800799

HTML 4.01 Strict Valid CSS
Pagina caricata in : 4.732 secondi
Powered by Asmenet Calabria